Perchè “Parole al vento”

I venti soffiano anche le parole, e ogni folata porta con sé una storia …

Dalla bava di vento all’uragano, passando per la brezza, il vento forte e la burrasca, un buon marinaio sa misurare la forza del vento dai suoi effetti, riconoscere la direzione e prevedere come cambierà. Attraverso i suoi flussi il vento genera energia eolica, gonfia le vele, asciuga i panni e i capelli, trasporta suoni, muove le onde del mare.

Le parole sono “buttate”, sono sprecate, sono mute, quando chi le usa non conosce la direzione del vento.

Controvento non si naviga.

Diversamente, le parole dette al vento, acquisiscono una forza dirompente. Spinte dal vento, le parole arrivano lontano, viaggiano veloci e ci portano là, dove desideriamo.

Il vento è una forza invisibile, ma visibili sono i suoi effetti.

Ho pensato a questo quando ho scelto il nome da dare al mio progetto.
Io lavoro così: regolando le vele!